Bernabé: niente fibra ottica per l’Italia
L’aveva già detto e lo ripete ora, in un’intervista a Libero: la rete italiana è “eccellente a livello internazionale” e per essa Telecom in cinque anni ha speso 18 miliardi; altri 6,7 miliardi saranno poi spesi tra il 2009 e il 2011. Franco Bernabé interviene nel dibattito che in questi giorni si è acceso intorno allo sviluppo della banda larga difendendo gli interessi di Telecom (con l’opposizione al ventilato scorporo della rete), minimizzando le proteste dei concorrenti (i guasti sarebbero in calo) e ritenendo che, alla fine, le carenze circa la banda larga per gli utenti consumer riguardino la domanda, non l’offerta. “In Italia non c’è carenza di offerta nel campo della banda larga. Casomai è la domanda che è in forte ritardo” sostiene Bernabé che non ritiene necessari investimenti per far evolvere le infrastrutture verso la fibra ma piuttosto pensa che debba essere accelerata la digitalizzazione della pubblica amministrazione, cosicché la domanda di banda larga cresca e l’offerta, già sufficiente, possa soddisfarla. Quanto agli 800 milioni stanziati dal Governo, l’amministratore delegato di Telecom ritiene che l’investimento sia corretto in quanto dedicato alle zone che non interessano alle aziende perché la loro copertura sarebbe poco redditizia (”aree a fallimento di mercato”) e dunque “è naturale che sia lo Stato a farsene carico”. Il problema starebbe insomma nell’alfabetizzazione informatica: non serve dare la fibra ottica agli italiani – sostiene Bernabé – ma bisogna insegnar loro a usare il computer e lanciare nuovi servizi, come l’utilizzo di Internet dalla televisione, cosa, quest’ultima, che la sua azienda si prepara a fare. Non è chiaro perché mai secondo l’amministratore di Telecom l’alfabetizzazione informatica escluda lo sviluppo di una rete a fibre ottiche (tranne che per il mercato business, per il quale “stiamo posando molta fibra e ancora di più ne poseremo in futuro”) che invece il presidente di Agcom si augura. Quanto all’argomento scorporo la posizione è invece limpida: la rete è di Telecom e non si tocca. Nemmeno la proposta di cederla per ridurre l’indebitamento convince Bernabé. Quello che alla fine sembra di capire è che, per Franco Bernabé, ciò di cui l’Italia ha bisogno non è un’infrastruttura più veloce e in continuo miglioramento anche per gli utenti domestici, ma la vendita a questi ultimi di un maggior numero di pacchetti delle offerte Telecom Italia, cosa secondo me sbagliata perchè si deve pensare ed agire secondo il progresso tecnologico, e non secondo i conti in rosso di Telecom.
da manuel
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