Privacy e Facebook: Istruzioni per l’uso di un social network no risk
I social network no risk, in tema di privacy, devono ancora essere inventati. Tuttavia, è possibile sistemare Facebook a prova di “spioni”, configurando i setting nel modo più efficace. I setting privacy su Facebook non sono stati semplificati, anzi, sono molto più complessi, ma anche più potenti. Aggiornarli è obbligatorio, anche perché di default lasciano foto e Post alla mercé della sfera pubblica. Se non si configurano, anche le “privatissime” visioni politiche e religiose vengono esposte a tutto il network. La monetizzazione di Facebook passa attraverso la sua apertura ai motori di ricerca, per diventare “ricercabile” come Twitter, open di natura; ma l’eccessiva apertura di Facebook mette tuttavia a rischio la riservatezza degli utenti del Web 2.0. Dal Top menu, sotto Settings bisogna andare su “Privacy Settings.” Dalla schermata è necessario selezionare diverse categorie privacy. La più importante important è la pagina “Profile Information” che offre un controllo preciso su “cosa può vedere chi”. Tutelare post, foto, visioni poltiche, religiose eccetera, è doveroso, per evitare problematiche relative alla propria esposizione dei dati. Adesso un utente di Facebook può limitare certi messaggi a un sottogruppo di amici (per esempio: i membri di una famiglia, ma non i colleghi di lavoro). Il campo del genere e della città di residenza possono essere lasciati in bianco, se non si desidera che tali informazioni siano condivise con persone esterne al sito.
da Manuel
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