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È di Mark Zuckerberg il requiem della Privacy

facebook_logoLe regole di costume ed educazione che valevano ai tempi dei nostri nonni, con la secolarizzazione e la modernità sono naufragate. Altrettanto accadrà per la tutela della privacy? A recitare il requiem della Privacy è Mark Zuckerberg, il Ceo di Facebook, il primo social network al mondo con oltre 350 milioni di utenti al mondo.
Il Web 2.0 sta rendendo i rapporti umani e le relazioni sociali “trasparenti” come dietro a un vetro di cristallo. Oggi, volendo, si può sapere tutto di tutti: ma la privacy non importa più a nessuno, perché l’importante è esserci (su Facebook e il resto della galassia 2.0). Lo riporta Cnet. Tempo fa anche le foto di Zuckerberg sono diventate di dominio pubblico, senza scandalo. Secondo il Ceo di Facebook, la privacy è destinata a diventare un optional anacronistico nell’era dei social network. L’informazione (privata resa pubblica e nuda) sarebbe una domanda della società? Sembra di sì; ma aggiungiamo noi: è innanzitutto una domanda del mercato, che vuole rendere monetizzabile la popolarità di Facebook, rendendo le informazioni, diventate pubbliche (da private quali erano), ricercabili sui siti dei motori di ricerca. Facendolo entrare nel circolo della ricerca supportata dall’advertising (e forse in futuro dei sondaggi in tempo reale). Insomma, niente diritto all’oblio per Zuckerberg: forse soltanto l’evoluzione della tecnologia (post, foto o video con data di scadenza?), potranno un giorno salvarci dal diluvio informativo (information overload) di vite private, lasciate in balia dei bit. Anche perché oggi un quinto dei divorzi inglesi è causato da Facebook

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gen  10
12
alle 09:05
da Manuel


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