La Cina si difende: siamo vittime dei cyberattacchi
Di fronte a una nuova accusa da parte del governo indiano, recentemente vittima di un cyberattacco, la Cina ha negato ogni addebbito e si è autoinclusa nell’elenco delle vittime. Interrogato sulle dichiarazioni di Google riguardo a un coinvolgimento delle autorità cinesi nelle attività di cyberspionaggio che hanno colpito almeno 20 aziende americane, il portavoce del ministero degli esteri, Ma Zhaoxu, ha sottolineato che anche le aziende cinesi subiscono numerosi attacchi informatici. “La Cina è una delle principali vittime degli attacchi hacker”, ha dichiarato Ma, ricordando il caso del motore di ricerca Baidu.com, violato la settimana scorsa. Nelle ultime settimane Google ha minacciato di abbandonare la Cina, dopo il brutto affare di spionaggio che ha coinvolto Big G e che ha avuto tra gli obiettivi gli account di posta elettronica di numerosi attivisti per i diritti umani cinesi. Allo stesso tempo, il motore di ricerca si è detto disposto a un dialogo con le autorità governative perché sia possibile offrire una versione locale non censurata del motore di ricerca. Il portavoce del ministero degli esteri ha detto di non essere a conoscenza di iniziative di dialogo da parte delle autorità cinesi. La notizia dell’apertura di un vero e proprio tavolo di trattative, riportata da Bloomberg, non è stata confermata neppure da una portavoce di Google, che in un messaggio via e-mail ha precisato che questo non corrisponde a quel che “Google ha dichiarato”. In un rapporto ufficiale del governo indiano si fa sapere che uffici governativi, inclusi quelli dell’India’s National Security Advisor, sono stati colpiti da attacchi hacker nel mese scorso, attacchi che si crede provengano dalla Cina. Un’idea considerata senza fondamenta dal portavoce del ministero degli esteri cinesi.
da Manuel
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