Stop alla censura di Google in Cina
Google dice basta alla censura in Cina. La decisione di filtrare e censurare i risultati della ricerca online su Google.cn era stata criticana per anni da tutte le associazioni umanitarie, ma Google (come Microsoft, Yahoo!, Cisco e Skype) aveva preferito la via della cooperazione con Pechino in merito alla censura, giustificandola così: per i cinesi era meglio ricercare online anche sotto il tallone del Great Firewall (la Grande Muraglia) della censura cinese, piuttosto che non avere neanche questa opzione. Meglio poco che nulla, secondo Google. Ma adesso Google fa retromarcia e dà lo stop alla censura. I motivi però non sono umanitari: Google ferma la censura, a causa dei cyber-attacchi cinesi alla propria infrastruttura e ai dati aziendali delle 20 Top imprese e al tentativo di furti di dati in merito alla questione degli human rights. Google accusa di essere stata oggetto di cyber-attacchi al fine di derubare la sua proprietà intellettuale. Inoltre attacchi sofisticati e mirati sarebbero avvenuti su Gmail con lo scopo di rubare informazioni sugli attivisti di diritti e di 20 aziende. Non un semplice assalto al cloud computing, ma proprio alla intellectual property della rete aziendale di Google. L’annuncio della fine dell’approccio di Google in Cina è arrivato come uno choc sui mercati: secondo il Financial Times Google.cn rischia la chiusura e la fine dell’avventura cinese di Google in Cina. Google in Cina detiene solo il 20% del mercato, alle spalle del 75% di Baidu (fonte: China IntelliConsulting).
da Manuel
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