Archivi della categoria ‘P2P’
Con Adobe P2P Video Call (FlashTime) potremo chiamare e videochiamare gratis
Adobe ha presentato ieri la demo di un programma chiamato FlashTime, subito dopo modificato in P2P Video Call per ovvi motivi legali, che permette di effettuare chiamate audio e video su dispositivi Android con il plugin di Adobe Flash. Nel video mostrato ci sono due Nexus One sfruttano questo nuovo software che utilizza il sistema peer-to-peer per effettuare le chiamate sia audio che video gratuitamente. Il team di sviluppo ha dichiarato che il programma è stato creato in appena tre giorni di lavoro, ed è servito per mostrare le potenzialità della piattaforma Adobe Air 2.5. Nei prossimi giorni verrà inoltre rilasciato il software completo in modalità open-source, per permettere a chiunque di contribuire al suo miglioramento.
da Manuel
The Pirate Bay entrerà nel parlamento svedese?
Lo scorso aprile i quattro fondatori di The Pirate Bay, noto sito di file sharing, sono stati condannati ad un’anno di reclusione ed a pagare una multa da 30 milioni di corone svedesi, circa 2,7 milioni di euro. In soccorso di Frederik Neij, Gottfrid Svartholm Warg, Carl Lundstrom e Peter Sunde arriva The Pirate Party, un partito politico svedese a favore del file sharing per uso personale, che vorrebbe riuscire a portare i quattro responsabili del sito web in parlamento, per far si che ottengano l’immunità politica. L’ostacolo principale rimane il superamento della quota di sbarramento per entrare in parlamento, fissata al 4%. Riusciranno i nostri “eroi” a sottrarsi al loro destino? Non ci rimane che attendere il 19 settembre per l’inizio delle elezioni svedesi.
da Manuel
Megaupload e Rapidshare sono una minaccia superiore al P2P
Secondo quanto afferma il COO di Paramount, Fredrick Huntsberry, programmi come Emule e Bittorrent, ed in generale le reti P2P, non sarebbero più al primo posto della classifica delle principali cause di violazione materiale coperto da copyright. Megaupload e Rapidshare sono due popolarissimi siti web che permettono l’upload ed il download di qualsiasi tipo di file attraverso i loro server. Ciò significa che chiunque ad esempio potrebbe caricare su questo genere di siti materiale coperto da copyright e successivamente venderlo o renderlo gratuito per tutti gli utenti della rete. Sebbene ogniqualvolta che viene individuato un file che viola un copyright questi siti lo eliminino prontamente, dopo pochissimi secondi un nuovo utente ne carica una nuova copia, creando così un circolo vizioso senza fine. Come al solito una soluzione a questo problema per ora non esiste.
da Manuel
Ultimo commento:
di pippo il 01/1/70
Il P2P non è un crimine, in Spagna sembra sia così
Ci giunge dalla Spagna una interessantissima notizia riguardo una sentenza di alcuni giudici iberici. Nel 2005 il sito Cvcdgo.com era stato accusato dalla Egeda, società predisposta alla protezione e all’esercizio dei diritti d’autore (come la Siae italiana), perchè aveva violato moltissimi copyright di film attraverso le reti di file sharing. La sentenza è arrivata dopo 5 anni di processo, ed ha scagionato i gestori del sito web, grazie al paragone della pratica del peer-to-peer a quella del prestito di un DVD, CD o un libro ad un amico. Sconvolgente?!?
da Manuel








