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Il progetto Fibra per l’Italia non interessa a Telecom Italia
Fibra per l’Italia è un progetto che prevede la realizzazione di una rete internet con connessione in fibra ottica, o quantomeno l’espansione di questa, per tutti i cittadini italiani. Le compagnie che hanno aderito sono Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali, mentre Telecom Italia si è detta non interessata al progetto, ciò significa che non vuole migliorare la qualità delle connessione che offre ai suoi utenti. La mancata adesione della compagnia guidata da Franco Bernabè rallenta sicuramente il processo di sviluppo di una rete in fibra ottica, inoltre quest’ultimo ha dichiarato che soltanto nel 2018 l’azienda offrirà al 50% della popolazione questo tipo di connessione.
da Manuel
Fibra ottica in Lombardia
Il piano elettorale presentato dal governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni, prevede entro il 2012 una copertura di rete pari al 100% del territorio lombardo. Il piano si divide in tre progetti che costeranno in totale 93 milioni di euro, e mediante il quale verranno stesi 3000 chilometri di fibra ottica in tutta la regine. Speriamo che questa progetto si possa estendere anche a tutta l’Italia, invece di rimanere soltanto un bel sogno.
da Manuel
Bernabé: niente fibra ottica per l’Italia
L’aveva già detto e lo ripete ora, in un’intervista a Libero: la rete italiana è “eccellente a livello internazionale” e per essa Telecom in cinque anni ha speso 18 miliardi; altri 6,7 miliardi saranno poi spesi tra il 2009 e il 2011. Franco Bernabé interviene nel dibattito che in questi giorni si è acceso intorno allo sviluppo della banda larga difendendo gli interessi di Telecom (con l’opposizione al ventilato scorporo della rete), minimizzando le proteste dei concorrenti (i guasti sarebbero in calo) e ritenendo che, alla fine, le carenze circa la banda larga per gli utenti consumer riguardino la domanda, non l’offerta. “In Italia non c’è carenza di offerta nel campo della banda larga. Casomai è la domanda che è in forte ritardo” sostiene Bernabé che non ritiene necessari investimenti per far evolvere le infrastrutture verso la fibra ma piuttosto pensa che debba essere accelerata la digitalizzazione della pubblica amministrazione, cosicché la domanda di banda larga cresca e l’offerta, già sufficiente, possa soddisfarla. Quanto agli 800 milioni stanziati dal Governo, l’amministratore delegato di Telecom ritiene che l’investimento sia corretto in quanto dedicato alle zone che non interessano alle aziende perché la loro copertura sarebbe poco redditizia (”aree a fallimento di mercato”) e dunque “è naturale che sia lo Stato a farsene carico”. Il problema starebbe insomma Continua a leggere… »
da Manuel








