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Brunetta oscurato dai cracker
Doveva essere il debutto per il sito riformabrunetta.it, un portale che, nelle intenzioni del ministro della funzione pubblica e dell’innovazione, Renato Brunetta, dovrebbe rendere conto dello stato di avanzamento del progetto di riforma della burocrazia in Italia. Il condizionale è d’obbligo, anche perché ieri, nel giorno dello startup, il sito è stato immediatamente vittima di un attacco di tipo DoS (Denial Of Service) che ne ha reso inaccessibili le pagine.
Dal ministero hanno fatto sapere che i tecnici di Palazzo Vidoni avevano individuato l’attacco ed erano al lavoro per ripristinare il servizio. Oggi, il sito risultava ancora irraggiungibile, ma nel corso della mattinata ha ripreso a funzionare. Ieri, dopo un’ora dalla sua pubblicazione, il sito aveva già raccolto ventimila visite di utenti interessati a conoscere i dettagli del progetto di riforma. “Tanta attenzione ha evidentemente suscitato le ire di quanti avversano l’azione del ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione” ha dichiarato Brunetta, che ha parlato di attacco da parte di un “nutrito gruppo di cracker”. L’uso di questo termine dimostra anche una sottile sensibilità al gergo di chi si occupa di sicurezza informatica, e distingue tra Continua a leggere… »
da manuel
A Trento, ma non solo

Alla chiusura della Conferenza italiana software libero, tenutasi a Trento lo scorso week end, si traccia un bilancio (e al contempo una prospettiva) a proposito della diffusione di sistemi informatici liberi nella pubblica amministrazione. A farlo è Claudio Leonardi, di PCWorld, che dice in merito:
Le PA sono state al centro della due giorni di workshop e di interventi,perchè giustamente considerate il cavallo di Troia attraverso cui il software libero e la filosofia open source possono contagiare l’informatica del nostro Paese. Lo ha spiegato chiaramente l’assessore all’innovazione Gianluca Salvatori, della provincia di Trento, che nel suo intervento ha sottolineato la sconfitta del mercato italiano nel settore delle nuove tecnologie (”una battaglia che in Italia non si è quasi combattuta”) e l’opportunità di rimescolare le carte grazie al software libero.








